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Pepper

Pepper

Pepper Pepper Pepper.

Ovunque si parli di qualsiasi cosa, appare Pepper. Ma chi è? E da dove viene?  Un vecchio robot, e viene dal Giappone, ovviamente. Ve lo portate a casa per 1.500,00 euro (2015). Ma non è l’unico robot che potete acquistare, ci sono Nao, Romeo (a breve), Buddy, Robothespian, Hexapod, Sophia, R1, Lego WeDoZeno, elay, Q.bo. E probabilmente dimentico qualcuno. O qualcosa.

Perché oggi il mantra pseudo markettaro si concentra su cinque termini:

  • 4.0: Declinato in tutti i settori, industria, retail, agricoltura, politica, sociale, cucina, supercazzole.
  • IoT: L’internet on things, oggetti sempre collegati, che trasmettono dati a tutti quelli che sono interessati a riceverli. E soprattutto, a quelli ai quali non frega niente dei dati.
  • Cloud: Sono anni che viviamo in cloud, ma qualcuno ancora non lo sa. Soprattutto, non lo sa chi usa la password 12345678, sull’account della banca online, ma protesta perché vuole la rubrica solo sul suo PC.
  • Robot: Se non hai un robot in albergo, sei meno di mezza stella e i giudizi dei tuoi clienti saranno negativi
  • AI: Artificial intelligence, che vuol dire che devi almeno sentirti dire una volta al giorno da Siri o Cortana o Alexia, che non è sicura (è sempre una voce dolcemente femminile) di non aver capito la domanda

È certo che la tecnologia sta facendo passi da gigante: 4.0 è un processo che migliora la qualità della vita (lavorativa e personale), IoT permette di prevedere e prevenire danni anche gravi agli strumenti che usiamo (e spesso possono salvare vite e soldi), i dati e le applicazioni sul Cloud ci fanno risparmiare tempo e soldi e migliorano la condivisione, i robot fanno da anni i lavori pesanti nelle attività umane, l’AI aiuta gli uomini a evitare processi lenti tipici del nostro agire.

Rimane un grande dubbio, forse dovuto alla mia formazione da “antico”: l’uomo, in tutto ciò, a che punto lo abbiamo abbandonato? Perché per non sentirsi dire “Uno è felice di servire”, dobbiamo a mio avviso recuperare la dimensione umana dell’esistenza: l’essere compassionevoli. A quel punto, le generazioni che verranno, potranno convivere in un ecosistema, più o meno antropomorfo, che avrà il mood di “Andrew è lieto di essere d’aiuto”.

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