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I Lupi Del Black Friday

I lupi del Black Friday

Il “manifesto” di Adm: “Commercio, regole uguali per tutti”

Adm non è una semplice associazione di categoria: raccoglie le 900 aziende della Grande distribuzione organizzata, per un fatturato di 114 miliardi di euro (food e no food), generati dagli acquisti di 60 milioni di persone. In Adm confluiscono Federdistribuzione, Annc Coop e Ancd Conad.

Questo “monster”, per dare qualche altro numero, contribuisce al 7% del Pil, al 9% dell’occupazione, e versa 30 miliardi di euro di tasse allo stato italiano.

Da quando Giorgio Santambrogio è il presidente di questa associazione, l’agitazione è aumentata, e siamo arrivati alla presentazione di una formale istanza, durante ad un’audizione a Senato della Repubblica.

Grazie anche a persone come Francesco Pugliese (Conad) e Massimo Gasbarrino (Unes), Adm ha aumentato la sua presenza comunicativa ad ogni livello, social compresi. Anzi, soprattutto sui social, i massimi dirigenti della GDO si impegnano, volendo quasi raggiungere i 60 milioni di persone che entrano nelle loro aziende.

La richiesta fatta ai pregiati onorevoli senatori è legittima: uguali regole per tutti gli attori del commercio: per gli associati Adm e per i colossi dell’online (Amazon, eBay, Alibaba, Zalando, Apple,…). Soprattutto, Adm è buona perché paga le tasse, i colossi online cattivi perché evadono le tasse (anzi, le pagano dove fa più comodo, in Irlanda o Lussemburgo per esempio).  Un problema europeo, questo, anzi mondiale.

Mi permetto solo un’osservazione: nel mondo imperfetto nel quale viviamo, Adm non dovrebbe urlare al lupo al lupo; fino a ieri, ha deriso i piccoli negozianti indipendenti (750.000?), che ancora oggi chiedono le stesse regole nel mercato rispetto a Adm, ma che stanno reagendo con le loro forze, con tenacia e spesso usando gli stessi strumenti dei colossi dell’online.

Non posso offrire qui una soluzione semplice, a problemi complessi: chi ne sa però, da tempo dice a tutti di perseguire l’omnichannel, l’omnicanalità per la propria attività.

E soprattutto, e parlo da cliente, c’è una cosa che l’online non mi può dare: la simultaneità. In astratto è banale, in concreto è la discriminante: nel negozio fisico, io tocco, io annuso, io guardo, io scelgo, io prendo, e IO PORTO VIA. Cari esercenti, grandi o piccoli, questa è la vostra vera forza: io HO il bene subito, tempo zero. E guarda caso, Amazon vuole la fisicità, vuole un corpo da condividere. Voi, esercenti grandi e piccoli, lo avete già. Datevi da fare. E lasciate stare i palazzi del potere, lì di lupi vestiti da agnelli ce ne sono già abbastanza.

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